Sequestrabilità dei siti che infrangono il copyright

Pubblicato il da Guadagnoweb

La Cassazione ha dato via libera alla sequestrabilità dei siti che infrangono il copyright con la tecnica del P2P a mezzo di file Torrent. I dettagli della sentenza.

Il giudice può disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell’attività penalmente illecita di diffusione nella rete Internet di opere coperte dal diritto d’autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione Internet escludano l’accesso al sito, al fine di precludere l’attività di illecita diffusione di tale opere.

Così si è espressa la terza sezione penale della Cassazione per spiegare perché, il 29 settembre scorso, la Suprema Corte ha deciso di annullare con rinvio, accogliendo il ricorso del procuratore capo di Bergamo, l’ordinanza con cui il tribunale del Riesame della città lombarda aveva annullato il sequestro preventivo disposto dal Gip di The Pirate Bay.

Il giudice per le indagini preliminari aveva anche disposto che i fornitori di servizi Internet operanti in Italia inibissero ai loro utenti l’accesso al sito della Baia dei Pirati, accusata di mettere a disposizione dei netizen opere tutelate dal diritto d’autore.

La sentenza 49437 della Cassazione dà il via libera alla sequestrabilità dei siti anche stranieri che, con la tecnica del P2P a mezzo di file Torrent, aggirano il copyright.

Se il sito Internet si limitasse a mettere a disposizione solo il protocollo di comunicazione per consentire la condivisione dei file, il titolare del sito non sarebbe da ritenersi responsabile.

Se, però, il sito stesso indicizza le informazioni che arrivano agli utenti, essenziali perché questi possano orientarsi per il download, allora il gestore diventa responsabile della violazione del copyright.

Il potere di sequestrare i siti, anche stranieri, coinvolti in pratiche illegali legate al P2P, sottolinea la Suprema Corte, è esercitabile anche in via d’urgenza, ma deve essere usato con proporzionalità, al fine di non ledere il diritto alla libertà di pensiero sancito dalla Costituzione.

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